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Marilyn Monroe, da diva del cinema a icona Pop

Marilyn Monroe serigrafia Mostra Andy Warhol

Tra le opere di Andy Warhol, la serie dedicata a Marilyn Monroe è sicuramente la più nota. È inevitabile, infatti,  non associare il volto colorato della diva di Hollywood al maestro della Pop Art.

Marilyn è stata una delle prime dive ad essere rappresentata in stile Pop Art da Warhol, alla quale poi si susseguiranno altri nomi celebri come Liz Taylor, Liza Minnelli, il presidente Mao e tanti altri.

La domanda che forse in tanti si sono posti è perché proprio Marilyn? Qual era il messaggio che Andy Warhol voleva trasmettere?

Era il 1962 quando Warhol inizia ad interessarsi alla stampa serigrafica fotografica, tecnica che sarebbe poi diventata parte integrante delle sue creazioni. Nello stesso anno muore Marilyn Monroe, sex symbol indiscusso dello star system americano che personificava alla perfezione la diva degli anni ’50.

Warhol, invece di disegnare o dipingere il volto di Marilyn, realizzò una serie di serigrafie partendo da una fotografia in bianco e nero già esistente, scattata in occasione della promozione del film Niagara del 1953 in cui l’attrice aveva recitato.

Isola il volto di Marilyn portandolo in primo piano, come uno zoom fotografico, e lo colloca al centro della tela. L’immagine è piatta, quasi irreale, i contorni sfumati e carichi di colore. Il volto appare come una maschera, forse quella di un personaggio che ha preso ormai il posto di una donna, destinata a recitare in eterno un ruolo dal quale non riusciva più a liberarsi.

Warhol utilizza l’immagine di un volto già noto, attinge quindi dalle pagine delle riviste patinate e dal mondo della pubblicità, chiaro riferimento ad una società in cui anche il singolo individuo diventa un prodotto pronto per essere consumato.

Marilyn infatti non era altro che un prodotto mediatico creata dal cinema hollywoodiano, era il riflesso di ciò che la società voleva che lei rappresentasse, icona di un desiderio di massa.

I soggetti di Warhol sono i nuovi miti della cultura di massa creati dalla pubblicità e dai mass media, sono Marilyn e la lattina Campbell, Elvis e la Brillo Box, sono loro che hanno reso Warhol un mito e non il contrario.

La sua arte è lo specchio di un tempo, quello di una società consumistica dove tutto, anche un essere umano, è destinato a diventare un prodotto di consumo, desiderabile e acquistabile, come una bottiglia di Coca Cola.

Tra le opere dell’artista esposte nelle tre sedi della mostra diffusa “Andy Warhol: L’alchimista degli anni Sessanta” non potevano mancare le serigrafie dedicate a Marilyn Monroe, la diva del cinema americano diventata icona pop grazie alla creatività di un artista che ha saputo descrivere l’America degli anni Sessanta

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