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La Pop Art, un’arte popolare

Pop Art Mostra Andy Warhol

Tra le correnti artistiche la Pop Art è sicuramente una delle più innovative e inaspettate, soprattutto se paragonata all’arte tradizionale.

Siamo nella seconda metà del ventesimo secolo, in pieno boom economico, e l’America è preda di un consumismo sfrenato. Le vetrine luccicanti invogliano all’acquisto, Hollywood imbelletta i divi del momento e la pubblicità regna sovrana.

Questo lo scenario che spinge molti artisti a dar vita ad una forma d’arte differente dove i soggetti delle opere non sono più gli stessi. Si fanno largo lattine, bottiglie di Coca Cola, stralci di riviste, personaggi famosi, insomma tutto ciò che poteva attrarre la società consumistica e la massa, ormai nutrita dalla pubblicità e dai mass media.

Pop Art deriva dall’inglese “popular art”, che in italiano significa arte popolare, e sarà il critico inglese Lawrence Alloway nel 1958 a parlarne per primo in un suo articolo intitolato “The Arts and the Mass Media”.

Una cultura popolare fatta di immagini banali presi in prestito dalla realtà e che si presentano per ciò che sono: pezzi di vita quotidiana catapultati in un’opera d’arte.

Molti studiosi hanno osservato che la Pop Art ha riscosso successo prima tra il pubblico e i media, e solo in seguito tra gli esperti e i critici d’arte. Questo perché la massa, quella numericamente dominante, si riconosceva in essa, amava i quadri della Pop Art perché amava i loro soggetti che erano figli della pubblicità, merci che desideravano possedere.

Tanti gli artisti che hanno arricchito e alimentato questo movimento artistico, da Roy Lichtenstein a James Rosenquist, Robert Rauschenberg e Tom Wesselmann, ma tra tutti Andy Warhol è considerato da molti il maestro indiscusso di tale movimento, il volto celebre della Pop Art.

Mostra-Diffusa-Andy-Warhol-Puglia

Ancora oggi la Pop Art è fonte di ispirazione, come lo è stata per gli artisti della mostra “Pop Now. Nuove identità nelle arti pugliesi”, la sezione collaterale della mostra diffusa “Andy Warhol: L’alchimista degli anni Sessanta”, entrambe visitabili fino al 9 dicembre 2019 presso Palazzo Ducale di Martina Franca (TA), Palazzo Tanzarella di Ostuni (BR) e Castello Normanno di Mesagne (BR).

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